Da quando è stata fondata nel 1998 Google Inc. non ha mai smesso di espandersi. I numeri che riguardano il fatturato e l’utile sono costantemente in crescita, la quotazione dell’azienda in borsa ha superato i 1000 dollari ed è costantemente ai primi posti delle migliori aziende in cui lavorare. Nulla di particolare fin qui, tutti ce ne siamo resi conto. Tasc però vuole mettere in evidenza la strategia che Google ha utilizzato per raggiungere questi impressionanti risultati.

Comprare, comprare, comprare…

E’ già da qualche anno che il colosso di Mountain View ha deciso di utilizzare la strategia dell’acquisizione per aumentare sempre di più la sua influenza.

In cosa consiste? E’ una prassi molto comune nell’ambito delle grandi imprese e multinazionali. In pratica un’azienda di grosse dimensioni, dopo avere attentamente analizzato il mercato in cui opera, individua imprese già avviate o start-up con alto potenziale di crescita e semplicemente…le compra! Normalmente acquisisce il 100% o comunque una quota di maggioranza.

Google, grazie alla sua enorme liquidità è riuscita e riesce tuttora ad investire notevoli somme di denaro in questo genere di operazioni. E’ da poco, infatti, che è stato reso pubblico l’accordo con cui Google ha comprato il 100% di Nest per 3,2 miliardi di dollari.

Che cos’ è Nest

Nest è un’azienda fondata nel 2010 da due ex designer della Apple: Tony Fadell e Matt Rogers. Di cosa si occupa? Di domotica, cioè studia, sviluppa e crea tecnologie e prodotti in grado di migliorare la qualità della vita nelle case rendendole più sicure, semplici ed ecosostenibili. E’ una materia che viene considerata interdisciplinare in quanto comprende diversi ambiti di studio tra cui l’informatica, l’ingegneria edile, elettronica, meccanica ed energetica. In poche parole si occupa di tutto ciò che le case del futuro conterranno.

Per capire meglio cosa produce Nest guardate questi due video sui loro prodotti di maggior successo: un termostato intelligente e un’ innovativo rilevatore di fumo.

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Una domotica senza integrazione con altre tecnologie si potrebbe dire inutile ed è proprio qui che entra in gioco Google. Quest’ ultima infatti ha voluto cogliere l’ enorme occasione di crescita in un settore in pieno sviluppo. Abbiamo inoltre notato come Google negli ultimi anni stia cercando di sviluppare sempre più prodotti hardware: vedi il Chromebook o i Google Glass e quest’acquisizione sembra particolarmente in sintonia con il trend. La tecnologia è già entrata nelle nostre case con televisori e computer, ma non ancora completamente con gli elettrodomestici, gli impianti di riscaldamento, gli impianti d’allarme, le porte o le finestre. L’obiettivo è sicuramente quello di permettere alle famiglie di risparmiare soldi e di inquinare meno, oltre, naturalmente, a quello di controllare a distanza con lo smartphone questi strumenti, integrandoli anche ai social network. A questo punto la domanda sorge spontanea: perché non Apple? I prodotti Nest sono integrati alla perfezione con quelli Apple, ma l’azienda di Cupertino non si è fatta avanti. Le possibilità sono molteplici. Forse Apple sta sviluppando autonomamente prodotti simili così da proporre l’invenzione radicale che ormai tutti aspettiamo? O magari ritiene che quello della domotica sia un settore destinato a non svilupparsi?

Le principali acquisizioni di Google

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Come già evidenziato Google non è nuova a questo tipo di operazioni da miliardi di dollari. Pensate che su Wikipedia esiste una pagina interamente dedicata alle sue acquisizioni. Quali sono le principali?

Queste sono quelle che noi di Tasc riteniamo più interessati, ma siate consapevoli che sono molte di più. Se non è questo un impero…

Conclusioni

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Che la domotica possa migliorare la qualità della nostra vita è senza dubbio vero, ma che l’unico scopo di Google sia quello di rendere più vivibili le nostre case è decisamente più inverosimile. “Piombando nelle nostre case”, infatti, i dati che potranno raccogliere sulle nostre abitudini, orari, gusti e preferenze saranno veramente tanti e di conseguenza le opportunità di business diventeranno enormi e le sapranno certamente sfruttare a loro vantaggio. Non è inverosimile che fra non molto conserveremo e cucineremo il cibo in una cucina Google con tutti gli elettrodomestici integrati con il nostro smartphone,  il motore di ricerca e l’ account Gmail. Google infatti, come avrete notato, è veramente ovunque. Pensate che ha siglato da non molto insieme ad Audi, General Motors, Honda, Hyundai e Nvidia un’alleanza, Open Automative Alliance, per portare il prima possibile la piattaforma Android sulle automobili, addirittura si vocifera entro la fine di quest’anno. Google sta cercando veramente di invadere, silenziosamente e non, qualunque settore. Noi non mettiamo in dubbio  la qualità dei servizi che offrono perché è inequivocabilmente eccellente, ma puntiamo ad alimentare riflessioni sulle conseguenze di questo strapotere nel futuro.