Il fatto che Google sia una delle migliori aziende per cui lavorare è ormai un dato di fatto, ma il management di Google non si vuole accontentare ed è per questo che ha deciso di effettuare uno studio scientifico a lungo termine sui suoi oltre 40 mila dipendenti.

Lo Studio

Laszlo Bock, Senior Vice President of People Operations di Google, ha pubblicato sull’ Harvard Business Review un articolo in cui spiega in dettaglio questo studio chiamato gDNA.

Lo studio, ispirato al Framingham Heart Study, è stato sviluppato dal People Innovation Lab ed è guidato da Brian Welle and Jennifer Kurkoski. E’ iniziato 2 anni fa ed ha portato già alcuni risultati, ma l’obiettivo è quello di continuarlo per 100 anni.

Bisogna precisare che, secondo quanto afferma Bock, il gDNA non è uno di quei tipici sondaggi ai dipendenti che fanno tutte le comuni aziende. In questo caso vengono scelti casualmente 4000 dipendenti che devono completare due approfondite indagini ogni anno. Queste indagini sono costruite su basi scientifiche molto solide e trattano argomenti molto vari: personalità, attitudini, cultura, progetti, colleghi di lavoro, e soprattutto come Google si inserisce nelle relazioni anche fuori dall’ambito lavorativo. Successivamente i dati vengono raccolti e messi a confronto con il ruolo ricoperto, il background e la performance.

L’obiettivo

Ciò che Google vuole studiare, usando le parole di Laszlo Bock, è:

“come migliorare il benessere, come avere leaders migliori, come mantenere i dipendenti legati all’azienda per periodi di tempo più lunghi, come la felicità incide sul lavoro e come il lavoro incide sulla felicità”.

I primi risultati mostrano che in Google esistono due tipi di dipendenti: “Segmentors”, cioè coloro che riescono a dividere efficaciemente il lavoro dal tempo libero (31%); “Integrators”, cioè coloro che non riescono a mantenere la loro vita separata dal lavoro e sono costantemente stressati e assillati dal fatto di dover controllare costantemente l’ email o di rispondere al telefono (69%).

ufficio

Google quindi, identificando questi comportamenti, vuole cercare di modificare alcune condizioni di lavoro per rendere ancora più facile ai sui impiegati “disconnettersi” dopo una lunga giornata lavorativa. Questo potrebbe sembrare strano dato che tutti sappiamo come i dipendenti di Google abbiano negli uffici qualunque tipo di comfort e qualunque mezzo per potersi distrarre e rilassare (ping-pong, biliardi, palestre, sale per fare yoga etc.), ma secondo i dati per molti di loro il lavoro rimane al primo posto nei pensieri in ogni momento, causando in alcune situazioni anche un calo della produttività.

Data la volontà di continuare questo studio per numerosi anni siamo sicuri che non tutti gli obiettivi siano già chiari, molte affascinanti scoperte e dati particolari potranno emergere nei prossimi anni e siamo sicuri che Google riuscirà a farne tesoro per mantenere forte il suo impero.