Ne esistono un’infinità, di sfumature dai nomi bizzarri e sconosciuti ai più, ognuna evoca una determinata sensazione e insieme arricchiscono il nostro mondo rendendolo più allegro e affascinante. Sì, sto parlando dei colori.

Scienze e teorie sempre più precise ne studiano gli effetti sull’uomo e sulle sue emozioni: il rosso è forza e giovinezza, l’arancione evoca energia e rappresenta l’amicizia, il giallo porta con sé entusiasmo, il verde rappresenta crescita e stabilità, il blu è il colore di fiducia, calma e serenità, e così via.

Colori

Sempre più numerose sono le discipline che si avvalgono del potere dei colori, dalla pubblicità al brand management, dall’educazione al design, ambiti in cui colpire l’animo di chi ci sta di fronte è diventato fondamentale, vuoi per emergere tra i milioni di messaggi a cui gli individui sono sottoposti ogni giorno, vuoi per donare una sensazione unica e indimenticabile.

Ma sullo studio dei colori e sul loro utilizzo potremmo scrivere pagine e pagine e non è questa l’intenzione del post.

Certe volte è importante fare un passo indietro, riscoprire la bellezza che risiede nella semplicità, ed è proprio della bellezza che parleremo oggi, di quella sprigionata dal bianco e nero.

La forza del bianco e nero

I colori, con le loro gradazioni, tonalità e luminosità, possono evocare una moltitudine di emozioni ma queste sono niente in confronto a quelle che può darci un’immagine in bianco e nero (se ben studiata, ovviamente); ecco perché il bianco e nero riesce a sopravvivere all’evolversi delle tecniche e delle tecnologie e, spesso, diventa strumento ricercato di espressività ed eleganza.

Perché, certo, a tutti (più o meno) piace l’innovazione, ma le radici sono importanti. In più il bianco e nero non è soltanto simbolo del passato, ma può essere considerato la tecnica artistica per eccellenza, per lo meno in fotografia.

La contrapposizione tra i due complementari è la vera forza e il loro uso deve essere sapiente, tanto da renderli evidenti e marcati, o graduali e quasi sfumati, a seconda delle necessità; è così che le immagini diventano allo stesso tempo potenti e intense ma anche delicate.

È dal gioco che nasce tra i due colori non colori, parte essenziale nella costruzione dell’immagine, che esplode l’espressività, sia che ritraggano gli occhi di un bambino afflitto dai timori della guerra o figure delle quali non vengono colti i volti, come nel celebre scatto di Elliott Erwitt.

Elliott Erwitt tour eiffel

Ovviamente in passato era una scelta obbligatoria, ma molti sono quelli che preferiscono l’assenza di colore ancora oggi; che sia perché la vedono come espressione massima di arte, fascino retrò o eleganza pura poco importa.

Uno degli artisti della fotografia contemporanea che opta solo ed esclusivamente per il black and white è il vietnamita Long Thanh, che ho avuto modo di scoprire grazie a questo reportage. Attraverso il bianco e nero egli racconta la sua terra regalandoci preziose ed uniche testimonianze, arricchite dalla tecnica tramandatagli dallo zio e che non ha mai abbandonato perché crede “nel bianco e nero, nella bellezza dei suoi contrasti. (…) non c’è foto migliore per raccontare le realtà, per immortalarla. Il bianco e nero è bellissimo.”.

Long Thanh

E il “bellissimo” di Long Thanh può essere tradotto nell’eleganza e nell’incanto che contraddistinguono l’immagine in bianco e nero: è fuori dal tempo, lì, bloccata in una sorta di limbo nel quale siamo presenti soltanto lei e noi che la guardiamo, senza le distrazioni date dai colori. L’immagine è messa a nudo e si mostra nella sua intimità più profonda riuscendo a far emergere la sua reale bellezza e la sua potenza espressiva.
È proprio il fascino retrò, che il bianco e nero suscita, che dona alle opere un romanticismo in grado di superare anche la più sensazionale opera a colori (attenzione! Non sto dicendo che basta applicare un filtro b/n a una qualsiasi foto per renderla un capolavoro!).

Non solo fotografia

Parlando di bianco e nero viene naturale concentrarsi sulla fotografia, ma c’è da dire che spesso è protagonista anche di altri ambiti: basti pensare alla tecnica del chiaroscuro o al cinema.

The artist

Per quanto riguarda quest’ultimo si sono susseguite negli anni centinaia di opere che per i più svariati motivi si è scelto di girare in bianco e nero (Wikipedia ha una pagina appositamente dedicata) ma quello che potremmo individuare come principale è il bisogno di riscoprire e (ri)vivere il passato che qualche anno fa ha caratterizzato più che mai la produzione cinematografica: l’effetto nostalgia ha portato sui nostri schermi nel 2011 opere come The Artist” e Midnight in Paris”, la prima quale vera e propria riscoperta di “tecniche antiche” come quelle che appartenevano all’epoca del cinema muto, la seconda come rappresentazione della curiosità degli esseri umani di scoprire lo stile di vita di periodi storici precedenti.

La nostalgia è un’emozione che accompagna da sempre l’uomo e probabilmente lo accompagnerà per sempre; d’altronde, chi non ha mai pensato a quanto potrebbe essere interessante prendere un caffè con Salvador Dalì, partecipare a Woodstock o vivere in prima persona la quotidianità di epoche passate per andare oltre quello che possiamo imparare dai libri?

“Nostalgia è negazione – negazione di un presente doloroso… il nome di questa negazione è il pensare ad un’epoca d’oro – l’erronea nozione che vi è un periodo migliore di quello in cui si vive – è un volo nell’immaginario romantico di coloro che trovano difficile convivere con il presente.” Paul (Michael Sheen), Midnight in Paris.

Less is more!

Qualcuno potrebbe obiettare che il bianco e nero sia una privazione di qualcosa, ed è vero, ma questo molto spesso è un bene perché l’immagine viene privata dal caos generato dai colori che, seppure in grado di conferire sfumature “da lasciare senza fiato”, tolgono l’attenzione dal contenuto dell’immagine concentrandola su loro stessi.

Inoltre avete presente quando si dice che il libro è meglio del film perché (oltre alle possibili obiezioni in quanto a scelte stilistiche, dettagli trascurati ecc.) lascia maggiore spazio all’immaginazione non fornendo immagini preconfezionate e definite nei minimi dettagli? Beh, secondo me questa caratteristica può essere applicata anche alla contrapposizione bianco e nero VS colore come punto di forza del bianco e nero: le immagini prive di colore hanno il grande potere di far lavorare la fantasia non proponendo la realtà esattamente come è.

Alla luce delle considerazioni fatte potrei quasi paragonare il bianco e nero ad un momento di pausa dal caos quotidiano, dalle tecnologie e dai social media che scandiscono le nostre frenetiche giornate, potrei paragonarlo ad una passeggiata all’aria aperta come momento di relax, magari in completa solitudine e a contatto con la natura.

Ma adesso la parola a voi, fotografi, artisti, esperti, appassionati o anche soltanto curiosi!