Siamo giunti alla terza puntata di #iBOBny (I BOB New York) e ovviamente noi di TASC continuiamo a seguire il viaggio di BOB per salvarvi dalla disinformazione dei suoi video.

Se state leggendo probabilmente sarete sopravvissuti alle prime due puntate e state dimostrando il vostro coraggio; dopo le riflessioni sulla Freedom Tower costruita per risollevare NYC dalla tragedia dell’11 settembre, chissà cosa avrà combinato BOB?

In attesa di scoprirlo noi continuiamo a raccontarvi le bellezze della Grande Mela.

Imbrattare ad Arte

Forme d’arte o atti vandalici, veicoli comunicativi o mero imbrattamento della città che siano, i graffiti colorano le passeggiate di residenti e turisti che si aggirano per le strade di Brooklyn regalando uno spettacolo unico, dando vita ad un museo che non conosce orari o biglietti d’ingresso.

Fight for street art

I graffiti possono essere considerati una delle forme più antiche e principali di street art, migrata da Philadelphia a New York, sviluppatasi sulle fiancate di treni ed edifici attorno agli anni ‘70 e affermatasi poi come forma di espressione e “battaglia” a colpi di colori da parte di giovani che, in risposta alle proprie condizioni socio-economiche, hanno iniziato a creare movimenti veri e propri e a dare valore concreto a questa forma di comunicazione. È così che presto il fenomeno ha acquisito importanza e riconoscimento e quella che poteva sembrare una mera forma di ribellione da parte di giovani irrispettosi per il decoro cittadino è diventata arte.

La tradizione dei graffiti nasce a Philadelphia negli anni ‘60 e in seguito alla morte del jazzista Charlie Parker, noto come “Yardbird” (o anche solo “Bird”) le scritte “Bird Lives” hanno iniziato ad apparire per le strade di New York, ma si dovrà aspettare ancora almeno un decennio prima che i graffiti diventino una pratica diffusa e riconosciuta nella grande mela: è del 1971 uno dei primi articoli del New York Times che racconta la storia di TAKI 183, uno dei “pionieri” dello scrivere sui muri, e che ha contribuito a renderlo una leggenda e ad attirare l’attenzione dell’opinione pubblica verso tagging e graffiti.

Brooklyn graffiti

Dal momento dell’arrivo del primo movimento di graffitari da Philadelphia, Brooklyn è stato uno dei quartieri nevralgici per lo sviluppo di tale forma d’arte. La maggioranza delle opere visibili oggi nella grande mela discende dalla cultura hip hop degli anni ‘70 radicata nel quartiere e che ha in seguito contribuito ad una inimmaginabile evoluzione all’interno dello stesso, sia in termini di stile che di mezzi di diffusione dell’arte, anche se in prevalenza vengono ancora utilizzati i muri degli edifici. Con l’aumento della popolarità dell’arte di strada, numerosi artisti vi si dedicarono e i graffiti arrivarono a colorare interi treni metropolitani e ad apparire quindi in nuovi punti della città.

Non è passato molto prima che le istituzioni si siano attivate per prendere provvedimenti a riguardo procedendo con recinzioni e rimozioni dei graffiti; ciò ha poi condotto al “Clean Train Movement” che, vietando ai graffitari le metropolitane, ha favorito la diffusione della street art in superficie e ha nel suddetto quartiere newyorchese il terreno più fertile.

BUSHWICK COLLECTIVE E TATS CRU

Nell’ambiente dei graffiti di Brooklyn il nome che svetta su tutti è quello del Bushwick Collective, che può essere considerato il paradiso della street art newyorchese. È una enorme galleria d’arte all’aperto, uno dei punti vitali di Brooklyn per quanto riguarda i graffiti; fondato nel 2011 da Joseph Ficalora, residente della zona, il collettivo ha fornito ad artisti di tutto il mondo pareti pronte per essere colorate, convincendo gli abitanti della città a mettere a disposizione pareti e saracinesche.

Ficalora è diventato curatore di più di 50 murali a Bushwick, fornendo uno spazio per la creatività a coloro che non riuscivano a trovare il posto per esprimersi in altre zone. Il numero di artisti del collettivo è in costante aumento in quanto le opere vengono dipinte a rotazione, ma non è consentito a tutti di dar sfogo alla propria creatività al Collettivo Bushwick: gli artisti devono inviare tre dei propri lavori per superare un’attenta selezione.

Graffiti

Spostandoci un po’ più a nord e passando da Brooklyn al Bronx, un altro nome di tutto rispetto tra gli street artist è quello dei Tats Cru, il primo gruppo di graffitari al mondo, ormai affermati come muralisti professionisti e ai quali sono state affidate anche campagne pubblicitarie da parte di brand rilevanti come Coca-Cola.

È interessante soffermarsi sulle peculiarità dei due diversi quartieri di NY che inevitabilmente influenzano l’evolversi dell’arte: a livello culturale i mondi contrapposti sono quello Hip Hop di Brooklyn e quello Rap del Bronx, ma i graffiti sono condizionati anche dalla struttura dei quartieri stessi dal momento che il primo è un’area industriale (e di conseguenza piena di fabbriche abbandonate e muri da abbellire che si rivelano le tele perfette per gli artisti), a differenza dell’altro che è più residenziale.

È quindi Brooklyn il più grande testimone della ricca storia dei graffiti e oggi rappresenta una dei luoghi più particolari al mondo grazie ai suoi murales, tag, stencil ecc. e grazie alla sua costante apertura a nuove correnti rivoluzionarie.

Sicuri di voler davvero continuare con la visione del video di BOB? Ecco a voi, e ancora una volta buona fortuna!