Benvenuti al nuovo appuntamento con #iBOBny. Dopo la chiacchierata con Milton Glaser e le scorpacciate di specialità newyorkesi che solo BOB sa fare, nel video di oggi il nostro eroe tornerà a parlare di graffiti e murales e ancora una volta sarà in compagnia di un ospite speciale. Ma non voglio svelarvi altro…Prima di lasciarvi al video (pazientate ancora un pochino!), cerchiamo di analizzare lo sviluppo della street art in Italia e di metterla a confronto con quella di cui abbiamo parlato in uno degli articoli precedenti.

Arte da Esportazione

L’abbiamo importata dagli Stati Uniti e, come al solito, ci abbiamo messo un po’ di tempo a farla nostra e ad accettarla come vera forma d’arte. Un po’ di tempo che coincide con circa 20 anni.

Street art Milano

Nel nostro paese, infatti, sebbene molti facciano risalire la nascita della storia della street art alla mostra “Arte di frontiera. New York Graffiti” del 1984 alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna, dobbiamo aspettare ancora un po’ prima che il fenomeno acquisti rilevanza.

I luoghi in cui si è diffusa la cultura Hip Hop che da New York si preparava a conquistare l’intero pianeta sono stati, in particolare, Milano, Roma e la stessa Bologna, scenari tuttora prediletti degli artisti di strada, e con l’arrivo degli anni ’90, il fenomeno ha raggiunto una crescita importante, sia in termini quantitativi che qualitativi; è in questo periodo, però, che ai sempre più consistenti gruppi di graffitari si contrappongono le amministrazioni con le loro azioni repressive. Ma è anche il periodo in cui gli artisti si rendono conto di poter trasformare la propria passione in una carriera vera e propria: si inizia a perdere, quindi, il carattere di spontaneità che aveva contraddistinto e dato vita a questa forma d’arte.

Graffiti Milano

Sarà il decennio successivo quello che decreterà una volta per tutte la fortuna della street art in Italia, così come nel resto dell’Europa, con la nascita di manifestazioni, eventi e festival che ne hanno favorito la diffusione e l’affermazione e con l’azione degli artisti stessi che hanno aperto il proprio mondo per arrivare a conquistare le masse.

Oggi in Italia si registra uno dei più alti tassi di densità di attività nel settore, grazie anche al lavoro, all’impegno e al sostegno di molte associazioni nate sul territorio nazionale che hanno garantito un rapporto pacifico con la Pubblica Amministrazione e hanno contribuito ad oltrepassare la visione dell’arte di strada come forma di espressione giovanile e riservata ad una nicchia, promuovendo, tra gli altri, eventi di analisi e confronto.

Italia VS USA

Ormai, quindi, anche nel bel paese non è difficile imbattersi in superfici nelle quali la street art non abbia lasciato il segno, che siano graffiti pubblicitari sulle saracinesche dei negozi o vere e proprie opere di rivalutazione del territorio.

Ne è un esempio ciò che recentemente ha “colpito” la zona di Tor Marancia a Roma, dove, grazie all’associazione 999 contemporary, i graffiti sono arrivati a colorare la periferia della capitale donandole nuova vita, perdendo anche il proprio valore di opere in quanto tali e diventano una forma di impegno sociale, di riqualificazione di quel territorio una volta abbandonato dalle istituzioni ed in preda alla criminalità. Un po’ come era successo a Brooklyn qualche anno prima.

Street Art, Tor Marancia

Una sostanziale differenza tra casa nostra e gli Stati Uniti, però, la riscontriamo non tanto nell’accoglienza e nello sviluppo della street art, ma nelle abitudini e nelle pratiche degli artisti: mentre in Italia e in Europa, infatti, c’è un maggiore rispetto per le opere dei colleghi, oltreoceano è consuetudine “crossare” sui disegni degli stranieri, cioè coprire con la propria un’opera precedente.

Rispetto tra artisti a parte, è soprattutto grazie alla visibilità di personaggi internazionali come Clet Abraham e Bankky che l’opinione pubblica sta vivendo e apprezzando maggiormente lavori del genere e è arrivata a comprenderne il reale valore.

Ci stiamo avvicinando sempre di più agli Stati Uniti, quindi, anche se è ancora raro che da noi le opere di strada si trasformino in attrazioni inserite all’interno di itinerari turistici, ma questo probabilmente deriva anche dall’enorme quantità di bellezze già presenti sul nostro territorio.

Siete pronti? È giunto il momento di lasciarvi in compagnia di BOB, sperando che anche per questa volta le vostre aspettative siano sì basse in modo che non restiate delusi dal suo video. Buona visione!