Oggi parliamo del genere cinematografico più amato e allo stesso tempo odiato di tutti, cercando di fare chiarezza su alcuni punti fondamentali e sfatando anche qualche tabù. Proveremo a farvi guardare in modo diverso film che meriterebbero più considerazione da parte degli appassionati di cinema e soprattutto affronteremo nel modo più obbiettivo possibile l’argomento, evitando di schierarci troppo a favore o contro questo tipo di film. Vi ripresentiamo il genere Horror.

Un genere che paura non fa (più)

Riguardando molti degli horror visti un po’ di anni fa, mi sono reso conto di una cosa comune a tutti i film: non fanno più paura. O almeno non provocano più quella scossa che provocavano una volta. Ovvio che una seconda visione fa sempre meno effetto, e questo non riguarda solo gli horror, però è anche vero che altri film continuano a suscitare emozioni anche dopo più visioni mentre gli horror diventano piatti quando si tratta di trasmettere ribrezzo. Con ciò non voglio dire che film come Shining o L’Esorcista siano da buttare, anzi, ma sembrano più vicini a thriller psicologici che a film dell’orrore. Il primo, ad esempio, ha l’inquietudine asfissiante che poi è il marchio di fabbrica di tutta la filmografia kubrickiana a partire da Odissea nello Spazio, mentre, per quanto riguarda il film di Friedkin, dicono che al cinema, quando è stato proiettato per la prima volta, gli spettatori si alzavano dalla sedia non durante la scena dell’esorcismo bensì quando gli scienziati facevano esperimenti sulla povera Reagan.

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Mi riferisco, sembra superfluo dirlo, a chi è abituato a guardare questo tipo di film, però sembra che non ci sia più quell’empatia con il genere che si provava qualche anno fa; i motivi possono essere tanti, dal fatto che ci siamo abituati a certi tipi di temi trattati anche nei talk show televisivi o perché ci sono altri problemi che sono più sentiti o ancora perché in molti casi i film horror si trasformano in film di altro genere. Sta di fatto che non sento più parlare di “paura” bensì di “piacere” nel guardare film horror.

Fenomeno di massa o fenomeno di nicchia?

L’horror, come spesso accade con qualsiasi cosa che raggiunge un pubblico numeroso, inevitabilmente ha finito per creare due diverse fazioni. Con tutte le sfumature del caso, da una parte c’è chi guarda quasi esclusivamente horror e chi, invece, scarta il genere a prescindere. Ma, a parte queste divisioni ideologiche, di fatto l’horror ha saputo negli anni diventare un genere sempre più di massa, anche grazie ad alcuni scrittori di culto (Stephen King o Lansdale) conquistando sempre più persone. Ci sono, però, delle eccezioni, perché non tutti gli scrittori o i registi si accontentano di realizzare film di semplice divertimento.

il pagliaccio it horror

Negli ultimi tempi, poi, con l’aumentare delle piattaforme streaming si stanno diffondendo sempre più horror di nicchia. Il problema di questi film è che sono troppi, quindi trovare qualcosa di ben fatto diventa un’impresa quasi impossibile, a meno che non si vedano tutte le proposte; e poi, diretta conseguenza dell’inflazione di horror, non hanno quell’originalità che si aspetta da film di nicchia, ma questo è un discorso che riguarda un po’ tutto lo streaming.

Quella dei film in streaming è una sottocultura che non viene sfruttata a pieno, che diventa solo un altro mezzo che si contrappone al mainstream e che solo in certi casi riesce produrre qualcosa di buono.

I film horror come elementi politici, sociali ed economici

Gli horror in molti casi non sono semplicemente film che hanno lo scopo di provocare orrore, molti contengono degli elementi di riflessione seri che non potrebbero essere affrontati con la stessa libertà da altri generi. Ricordo che quando uscì in Italia Il Codice da Vinci creò un dibattito da parte della Chiesa, mentre i numerosi horror, che più del libro di Dan Brown potrebbero causare problemi di questo genere, non subiscono lo stesso trattamento. Il Codice da Vinci, ovviamente, ebbe molto più successo dei film di cui si parla in questo articolo ma ciò non toglie valore al significato simbolico degli horror.

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Prendete Cronenberg, ad esempio, che con la sua filmografia ha analizzato qualsiasi tipo di elemento legato all’orrore fisico e psicologico: Videodrome contiene una critica senza limiti alla televisione, La Mosca, anche se è un reboot, condanna alcuni degli esperimenti genetici deliranti della medicina, mentre Inseparabili fa lo stesso ma spostando l’attenzione verso la chirurgia. Di sicuro Cronenberg, come tutti i registi horror, lo fa in maniera straniante, provocando quel senso di disgusto che colpisce molti spettatori. E non è anche questo il compito degli horror, cioè provocare orrore verso una determinata cosa senza stare troppo a pensare se questo provoca o meno paura?

La crisi economica spiegata dai film horror

In particolar modo gli horror riescono ad essere attuali più di qualsiasi telegiornale o programma d’inchiesta. La crisi economica, infatti, come lo erano il sesso e la televisione negli anni ottanta, è un tema ricorrente nei film horror recenti: i due protagonisti di Honeymoon anziché godersi la loro luna di miele in qualche località costosa decidono di trascorrerla in un paesino sperduto tra le montagne; più significativo in questo senso è il reebot di Poltergeist, dove il padre di famiglia non ha un lavoro solido come nel film originale, ma è un disoccupato che cerca di mantenere la moglie e tre figli; diverso, invece, è il discorso con It Follows, che a tratti sembra una sorta di documentario sulla contrapposizione tra quartieri benestanti e quelli meno fortunati, non a caso “la cosa” del film prende di mira tutte persone di classe medio-alta. Questi sono solo alcuni esempi e quanto detto per la crisi economica vale per altri argomenti, però in questo periodo quelli economici sono di sicuro quelli più sentiti.

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Il genere horror non è solo un modo per provare qualche emozione forte la sera dopo una giornata scialba o storta. È anche un modo per analizzare fatti e avvenimenti che difficilmente potrebbero essere affrontati da altri generi cinematografici. Spero di aver dato onore ad un genere che troppo spesso viene maltrattato senza una vera critica di fondo o solo per principio, e questo di sicuro i film horror non se lo meritano.