Se ne incomincia a parlare tanto, anche in Italia (Corriere della Sera) . Questa Canapa sta tornando. Di cosa si tratta? Perché ci suona come un qualcosa di antico? In questo articolo vi parleremo del nostro progetto e del perché siamo non siamo i primi a parlare concretamente dei benefici che la Canapa potrebbe avere su di noi e non solo.

Cos’è davvero la Canapa

La Canapa è per definizione un tessuto. Deriva dalla pianta della Cannabis, la stessa usata per la droga, ma in realtà la varietà coltivata per usi tessili non ha però le proprietà “psicoattive” della pianta coltivata per la droga.

La Canapa è il tessuto naturale con più vantaggi in assoluto

Era il tessuto più utilizzato fino agli anni ‘20, poi è misteriosamente e improvvisamente sparito, eppure i teli recuperati da tre secoli dimostrano i suoi incredibili benefici in termini anche di durabilità. Ma delle ragioni per le quali è scomparsa vi annoiamo successivamente.

I veri vantaggi della Canapa

Si tratta del tessuto naturale più resistente in assoluto (tecnicamente si parla di resistenza alla trazione, risultata maggiore di ogni altro tessuto naturale), con caratteristiche che fanno concorrenza al nylon, poliestere e tante altre fibre sintetiche. Molti la paragonano al lino, ma in realtà si tratta di qualcosa di completamente diverso, perché la Canapa produce meno pieghe del lino ed è più isolante, perciò può tenere più caldo. Inoltre è appunto naturale, quindi per chi non ama indossare fibre derivanti dal petrolio, è certamente la migliore alternativa.

Le coltivazioni di Canapa assorbono quantità enormi di CO2 (cioè purificano l’ambiente dalla maggiore sostanza inquinante) e richiedono meno acqua. Per fare un paragone, una tonnellata di Canapa seminata assorbe 1,63 tonnellate di CO2 in una stagione. Un albero in media assorbe al massimo 50 kg di Co2 in un anno. Se tutti oggi ci vestissimo di Canapa, eviteremmo lo sviluppo delle fibre sintetiche e puliremmo l’ambiente. E bastano alcuni articoli affidabili su internet per dimostrare questo. Proprio oggi leggevo un articolo del Sole24ore riguardo i preoccupanti livelli di Co2. Di certo non salverebbe il mondo, ma sicuramente ridurrebbe i danni che stiamo già facendo.

Sei curioso di sapere altri incredibili vantaggi della Canapa? Eccone una lista, mentre sul sito di Opera Campi li abbiamo riepilogati lungo questa pagina in modo più approfondito.

  • a differenza del cotone che sbiadisce e si sgualcisce, la Canapa più viene lavata e più diventa morbida e bella
  • La Canapa è antibatterica, ovvero niente più cattivi odori nelle magliette/camicie e giacchetti
  • La Canapa è isolante e quindi mantiene la temperatura del corpo, più del lino e del cotone. Ovviamente non è un tessuto invernale, ma se utilizzato insieme ad altri materiali caldi come la lana crea un mix di comodo calore

La Campagna di “Opera Campi”

La canapa non sarà mai rilanciata se le persone non inizieranno ad acquistarla

Opera Campi è un giovane marchio italiano lanciato da 5 giovani ragazzi, il loro ambizioso obiettivo è riportare materiali dimenticati dal tempo e dalle industrie “La Canapa” è il principale materiale sviluppato da Opera Campi. Dopo anni di ricerca, sono arrivati a lanciare un prodotto che, se compreso e venduto, potrebbe aiutare davvero a rilanciare la Canapa. Il prodotto è un Giacchetto di Canapa, studiato nei minimi dettagli ed estremamente elegante oltre che con vantaggi pratici (ovvero i vantaggi della Canapa), un accessorio davvero sofisticato e realizzato con la miglior Canapa possibile. Si tratta quasi di un prodotto di lusso dato il tessuto e le lavorazioni che ha subito.

Il prodotto è stato lanciato su Kickstarter, un famoso sito americano il cui funzionamento è più facile a farsi che a dirsi, ma in breve: un progetto viene pubblicato su Kickstarter, e fissato un obiettivo monetario (es. € 100) ed una scadenza (es. 30 giorni) il progetto tenta di raccogliere più ordini possibili del proprio prodotto. Se l’obiettivo viene raggiunto, il progetto inizia la produzione e la spedizione dei prodotti a coloro che hanno ordinato, altrimenti se l’obiettivo non viene raggiunto, nessuna carta di credito viene addebitata e il progetto non prende vita. Tranquilli, se potrebbe sembrare una trovata pubblicitaria o un sito poco affidabile, fate qualche ricerca su internet e capirete quanti progetti innovativi è stato possibile finanziare tramite Kickstarter. Inoltre non ha controindicazioni: solo se il progetto raggiunge il proprio obiettivo il cliente paga e riceverà il prodotto, altrimenti nessuno perde ovviamente nulla, se non il progetto, che non troverà i fondi con cui partire.

Se quindi vuoi dare un senso ed un cambiamento al modo in cui ti vesti, ed apprezzi o la nostra sciarpa o il nostro berretto o il nostro giacchetto, acquista ora un “Reward” sulla nostra campagna Kickstarter. Se hai ancora qualche dubbio su come funzioni, dai una letta a questo nostro articolo.

Il vero “complotto” dietro la scomparsa della Canapa

Quel che scriviamo sembra un’ipotesi alquanto complottistica e “strana”. La vera domanda non è perché non si utilizza tanto, ma perchè è sparita. La Canapa era il tessuto più utilizzato nel mondo fino agli anni ‘30. Ma dopo attenti studi tra documentari, pagine su internet e interviste a “nonne” che hanno vissuto le epoche passate, è emersa la verità.

La Canapa è scomparsa proprio per i suoi incredibili vantaggi che ostacolavano lo sviluppo del petrolio. Mentre infatti un prodotto sintetico è brevettabile e difficilmente imitabile, la Canapa è un prodotto naturale quindi non è brevettabile. Negli anni ‘30 infatti alcuni magnati come Du Pont (industria della plastica) e William Hearst (industria della carta) insieme ad altri magnati dell’industria farmaceutica, chimica e petrolifera, hanno avviato massicce campagne pubblicitarie per ostacolare la Canapa. Hanno addirittura coniato il termine “Marijuana” per sfruttare i connotati negativi dell’effetto psicoattivo e dell’etnia messicana (spesso vista dagli americani come un’etnia negativa) e far credere la gente che la Canapa fosse uguale alla droga.

Questa enorme messa in scena, influenzata poi dalla “novità” delle fibre sintetiche (derivanti ovviamente dalle plastiche) e dall’invasione del cotone (più facile da lavorare e quindi più fruttifero in termini di guadagni) ha portato alla proibizione e scomparsa della Canapa. Il tutto ovviamente è stato trasferito all’Europa, specialmente in Italia, la quale era la maggior produttrice dopo la Russia, negli anni ‘30.

Richiesta di cambiamento: come la Canapa può salvare il mondo (in parte)

Oggi il grande pubblico si veste più o meno nello stesso modo: Zara, H&M e altri marchi low-end, ed ogni tanto, chi se lo può permettere, indossa qualche capo di nicchia, come Stone Island, Patagonia, Carhatt, per fare qualche nome molto popolare al giorno d’oggi. Si tratta di grandi marchi, che propongono già prodotti di ottima qualità.

Ma oggi più che mai abbiamo già tutto e specialmente in Italia di certo l’abbigliamento non manca. Siamo ormai alla ricerca di qualcosa di diverso, che possa andare oltre il semplice stile, oppure oltre il semplice prezzo al ribasso.

Aggiungiamo poi i problemi ambientali, le città caotiche che generano stress quotidiano, la necessità di indossare qualcosa che abbia non solo stile ma anche valore. Noi crediamo di poter dare una risposta. Se tornassimo ad indossare la Canapa, sicuramente:

Contribuiremmo per poco a salvare il pianeta dal riscaldamento globale. Più coltivazione di Canapa vuol dire meno fibre sintetiche (cioè meno utilizzo del petrolio), meno utilizzo di acqua e pesticidi nelle coltivazioni di cotone e lino, e maggiore assorbimento di anidride carbonica dall’atmosfera. Infine assumeremmo uno stile diverso dal solito, la Canapa ha personalità, non si piega come il lino, sembra quasi di non indossarla ed è comunque morbida quasi quanto il cotone. Infine, contribuiremmo ad un sano progetto italiano.

Ed infine la Canapa è bella, tremendamente elegante, rievoca grandi storie e passioni.

Dai il tuo contributo su Kickstarter.