+++ Attenzione: potrebbe contenere SPOILER +++
Meh.
 
Avendo letto il libro posso sottolineare alcune differenze che, personalmente rendono questo film non all’altezza dell’hype che l’ha preceduto:
  1. Nel film, Mark Watney non è minimamente irriverente e spiritoso come descritto nel libro. Non che sia diventato un serioso botanico su un pianeta ma senza dubbio non vi farà piegare dalle risate come è capitato a me durante la lettura del libro.
  2. Il salto temporale di 7 mesi è servito sicuramente a mantenere contenuta la durata del film (che dura 2h21 ca.) quindi l’avrei accettato di più se:2a. Nel salto temporale di 7 mesi non fossero stati tagliati aspetti, a mio parere, importanti, se non fondamentali del viaggio fisico e psicologico di Mark verso il cratere Schiaparelli: come vive il viaggio, la scelta del percorso migliore, come orientarsi, la tempesta di sabbia e, soprattutto, l’incidente all’ingresso del cratere. E quest’ultimo punto porta al punto 3.
  3. La suspense. Quasi del tutto assente in confronto al libro. Lo spettatore non si riesce a immedesimare al 100% con il protagonista come accade nel libro.
  4. Uno dei punti di forza del libro è, molto probabilmente, il modo in cui la vita di Mark Watney ci viene raccontata: come un diario di bordo. Giorno per giorno, o quasi. Ovviamente questa scelta è stata ripresa anche nel film ma, a mio parere, non è riuscita così bene come nel libro e ciò ha probabilmente contribuito a rendere il protagonista un po’ più estraneo a chi guarda il film.
  5. Tutto ciò che riguarda le modifiche del rover è del tutto assente e sarebbe stato senza dubbio molto interessante da vedere se spiegato, come nel libro, in maniera comprensibile a praticamente chiunque.
  6. Una delle cose che più mi era piaciuta del libro erano stati tutti i conti di calorie, parti di ossigeno/idrogeno e tutta l’accuratezza della scienza messa in bella mostra a dimostrare quanto fosse preparato Mark Watney. Neanche a dirlo nel film a parte un paio di calcoletti tutto ciò è del tutto assente. Ovviamente è stato fatto un taglio per via dell’eccessiva durata del film che ne sarebbe conseguita e anche perché probabilmente sarebbero potuti risultare un po’ noiosi. Peccato.
  7. Tutto il panico e il disagio degli ingegneri che erano costretti a fare i salti mortali (bendati e senza una gamba) per riuscire a trovare una soluzione si vede poco (sempre per via del tempo, probabilmente) e forse è un po’ troppo scimmiottato. Alcune scene sembrano più spezzoni di una serie tv che scene di un film.
Questo dovrebbe essere tutto quello che penso riguardo al film The Martian.
 
P.S. La scelta di cambiare lo storico doppiatore di Matt Damon (soprattutto dopo avercelo fatto sentire nel primo trailer ufficiale) è stata una scelta sbagliata e che non comprendo.
 
P.P.S. Il titolo “Sopravvissuto – The Martian” fa oggettivamente schifo. Al cinema ho sentito gente dire “Due biglietti per il marziano” e cose simili. La prima parte in italiano per il titolo (che sarebbe potuto benissimo essere “L’uomo di Marte”, come il libro) è stata probabilmente scelta per il pubblico italiota non abituato a chiedere due biglietti per un film col nome inglese (The Martian). E come se non bastasse “Sopravvissuto” spoilera parecchio il film. Non che ci fosse davvero qualcuno che pensasse che Mark Watney non si sarebbe salvato, però che cavolo…
the martian

*Nota positiva finale: Sean Bean nei panni di Mitch Henderson nella la scena in cui viene presentata la manovra Rich Purnell durante la riunione denominata “Elrond” (che si ispira al Consiglio di Elrond de Il Signore degli Anelli) e a cui viene chiesto da Annie Montrose, nel film, che cosa ne sapesse lui del consiglio di Elrond (Sean Bean, per chi non lo sapesse, faceva parte del cast de Il Signore degli Anelli e prese parte a tale consiglio). Un “cameo” decisamente stupendo.