Vorrei esporvi una veloce riflessione, probabilmente stupida (o forse no, chissà), che definirò “teoria del pannolino gender“.

Qualche anno fa fa ricordo che Lines, se ne uscì con questa trovata di marketing dei pannolini specifici per maschietti e femminucce.

Risultato: qualche mamma li comprò, molte no, l’esperimento fallì, non miseramente certo, ma non ebbe il successo sperato, e non se ne parlò più.

Anni dopo, all’era dei social, Huggies (nome diverso, stessa ditta) -vuoi perché rivisto il progetto, vuoi per un nuovo tentativo di marketing- lancia i “bimbo e bimba”: pannolini (nuovamente) specifici per maschietti e femminucce. Ma nell’era dei social, dove pure la cartaculo deve avere la propria pagina facebook con tanto di socialmidiamenegerss, la pagina di Huggies sceglie di fare engheigement, cavalcando un macabro gioco, il “Charlie challenge”.

Quello che avviene dopo è la dimostrazione della dilagante ignoranza e della frustrazione incontrollata. (e non si capisce bene perchè, visto che teoricamente creare due tipi di pannolini specifici per maschietto o femminuccia, è decisamente avverso come concetto a quello della de-sessualizzazione che viene attribuito all’inesistente ideologia gender)

Ad una idea ripugnante già di suo, si aggiunge uno stuolo di mamme inviperite, che paventa un assist alla temibile “ideologia gender”, che per chi non lo sapesse, è un fantasioso volo pindarico per il quale un bel giorno Mario Adinolfi ed altri mentecatti come lui, si sono svegliati sostenendo che è in atto un non meglio precisato complotto, di una fantomatica lobby di gay, che vorrebbero ricchionizzare l’intero pianeta Terra, facendo propaganda e convincendoci fin da piccoli che siamo tutti omosessuali.

I commenti sono oro colato.

Ora, in tutto questo, mettendo in attimo da parte il noto professore che sosteneva che internet da voce a qualunque babbeo, volevo considerare come una volta, forse eravamo meno frustrati ed incazzosi, ed invece di perdere tempo ad inveire immotivatamente contro dei pannolini, forse avremmo preferito evitare di comprarli.O forse una volta, eravamo stupidi uguale, ma lo eravamo in privato, al chiuso delle nostre quattro mura. Chissà.