…di pensare; liberi di sognare, anche, spesso, ad occhi aperti; liberi di parlare; liberi di andare dove desideriamo; liberi di leggere quel che ci piace di più; liberi di guardare quel che ci piace di più; liberi di giudicare; liberi di criticare; liberi di amare; liberi di odiare; liberi di essere o non essere; liberi di apparire o di nasconderci. Liberi!

Davvero?

Se un sasso che cade è costretto ad una traiettoria dettata dalla forza di gravità del corpo sul quale precipita, qual’è la sua liberta?

Se un pensiero viene formulato a partire da alcuni elementi, che non potranno mai essere tutti gli elementi, dov’è la sua libertà?

Se un amore è imprigionato tra le poche sbarre delle poche donne che, tra le milioni presenti, riusciamo a frequentare, dov’è la liberta di amare?

Se una reazione è conseguenza di una azione, dov’è la libertà dell’agire? La seconda è schiava della prima, poichè figlia di quella ed a quella legata da un vincolo inscindibile.

Il più saggio, il più colto, il più forte, il più santo, il più furbo, il più violento, il più buono, etc. non saranno mai liberi di agire, pensare, dire, osare poichè vincolati alle gesta, ai pensieri, alle parole, alle incertezze di chi sta loro intorno. Oggi, ancor più di ieri, anche gesti, parole, pensieri lontani mille miglia ci rendono schiavi nel manifestarci.

Dunque dov’è la Libertà?

Se temo di essere giudicato, quel timore mi farà schiavo.

Se temo di non riuscire, quel timore mi farà schiavo.

Se temo di non essere udito, quel timore mi farà schiavo.

Ma, alla fine di tutto, sarò schiavo comunque, perchè la mia stessa esistenza è conseguenza di quella di mio padre e di mia madre, dei miei fratelli e delle mie sorelle, dei miei amici e dei miei nemici, dei miei amori e dei miei odii, dei miei sogni e dei miei incubi.

Siamo anelli di una catena. Il movimento di un anello anche molto distante da noi, farà oscillare l’intera catena.

Questo eravamo. Questo siamo. Questo saremo in eterno.

Incatenati al destino l’uno dell’altra.