Solo,in mezzo al traffico cittadino,spingo alternativamente sui pedali della mia bicicletta. Solo,su quella,determino la mia rotta,la mia andatura,le mie soste. Poi un cane mi taglia la strada. Un’auto mi affianca pericolosamente.Un semaforo mi costringe a fermarmi.Sono davvero io a determinare il mio percorso?

Immagina un mezzo più complesso:una nave.

Oltre al comandante,per governarla,c’è bisogno di altri esperti marinai,o ufficiali di marina, e personale addetto alle più svariate mansioni affinchè essa possa percorrere la rotta stabilita, fino a quando,costretta da eventi imprevedibili,non la si debba condurre attraverso rotte diverse e distanti da quella tracciata su mappa. Pur tuttavia,l’insieme dell’organico che governa la nave deve essere ben coordinato e rispettare una gerachia che ne impedisca la ingovernabilità a seguito della confusione che l’anarchia genererebbe.

Immagina una macchina ancor più complessa:uno Stato.

Quanti comandanti per tracciarne la rotta? Quanti ufficiali per impartire comandi ed ordini? Quanti operai di macchina,marinai e personale per far veleggiare efficacemente una tale enorme imbarcazione?Se cambiamo i vertici al comando ad ogni nuova settimana,i quali tracciano una nuova rotta,con mete differenti dalle precedenti,dove ci condurrà la navigazione? Una sola risposta:

nel bel mezzo del Nulla.

Vagheremmo senza sosta nell’immensità di un oceano sempre più odiato e distante,perdendo la memoria della terra natia e la coscienza della corretta destinazione verso la quale navigare.

Vi fa venire in mente qualcosa che stiamo vivendo da troppo tempo?

Svegliatevi!

La nave è alla mercee dei pirati.Chi ha potuto ha preso alcune delle scialuppe di salvataggio ed è fuggito,ma la nave è in piena efficienza;solo è comandata da uno sparuto gruppo di uomini senza scrupoli,che non hanno a cuore il destino e la destinazione del suo equipaggio e dei passeggeri che trasporta.