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Opinioni

Riflessioni, emozioni, considerazioni. Niente immagini. Solo testo.
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Pregare


Questo è tutto quello che voglio dire a chi, in questi momenti, si sta esprimendo contro tutte le religioni: pregate, pensate, non lasciate che l’odio e la paura vi accechino.

« Il pregare è nella religione ciò che è il pensiero nella filosofia. Il senso religioso prega come l’organo del pensiero pensa. » (Novalis)

Benvenuti a MILANO, La città della…

Reduce da un WEEKEND passato ad attendere per mangiare, per assistere, provare etc…

Ho avuto il tempo di realizzare che tutti quelli che affermano: “Expo 2015 Milano Non ha portato nulla a Milano, nessun cambiamento, nessuna innovazione” SBAGLIANO ALLA GRANDE.

Infatti Expo2015 è riuscita in pochissimo tempo a cambiare radicalmente il posizionamento della città di Milano, lo statement, il modo di vivere, i cittadini… e lo ha fatto con una semplicità tipica della tradizione lombarda per la comunicazione.
Cambiando appena una lettera.

Questo è quello che chiamo buon marketing!
“MINIMO SFORZO, MASSIMO RISULTATO”.

Benvenuti a MILANO, La città della Coda!

Caro Marty McFly

Caro Marty McFly mi hanno detto che oggi arriverai qui dal 1985.
Non vorrei sembrare scortese ma ti accoglierò nel peggiore dei modi.

Il FUTURO non è così “WOW” come ti hanno raccontato,
le macchine volanti non si vedono, ad essere sinceri le persone il cielo non lo guardano proprio, stanno con i volti rivolti verso il terreno a fissare schermi, schermini, giochi e giochini.

Si chiamano SMARTPHONE, la prima volta che ne usi uno può sembrare una grande rivoluzione ma alla lunga ti rendi conto che non è così… Sono come la droga, sai che abusarne è sbagliato
ma smettere è più difficile di quello che credi, soprattutto se lo spacciatore è il tuo vicino di casa.

Ma il cielo non lo abbiamo dimenticato, sai abbiamo in orbita una stazione spaziale internazionale e ogni tanto scrutiamo l’infinito per poter criticare e denigrare gli scienziati che si recano li per compiere esperimenti che potrebbero migliorare il mondo, soprattutto quando questi scienziati sono delle donne italiane.

Inoltre scrutiamo l’infinito alla ricerca delle “scie chimiche”, ti domanderai di cosa sto parlando?!

Siamo in un’epoca di complottismo che farebbe impallidire gli intrighi di corte medioevali e i giochi di potere dell’Impero Romano.

Di questi tempi molte persone vedono complotti ovunque, pensano che ci siano personaggi che attraverso sostanze chimiche rilasciate in cielo vogliano cambiare il clima…

Senza pensare che anche questi misteriosi cattivoni di cui parlano vivono su questo pianeta e il nostro clima è anche il loro.
Ma chi lo sa… potrebbe essere vero!

Vuoi sapere la situazione POLITICA? Compra pure l’almanacco sportivo, l’impero di Biff Tannen che troverai al tuo ritorno sarà il paradiso al confronto.

Inutile spendere parole sulla situazione politica italiana, dove abbiamo un pagliaccio, un cretino e un razzista a contendersi il potere penso non ti importi parecchio, d’altronde tu vivi a Hill Valley negli Stati Uniti… Dimenticavo… Donald Trump è uno dei candidati alla presidenza… Dove vai, torna qui, non ho finito…

“Lo Squalo 19” non è uscito al cinema, ma il cinema è in carenza di idee. Abbiamo effetti speciali spettacolari ma dopo i primi 10 minuti ti rendi conto che senza storia, senza trama servono a poco.

Hollywood si è buttata sui supereroi, tonnellate di film su personaggi che esistono da 50 anni.

La prima volta ti esalti nel vedere Spider Man al cinema ma dopo 10 anni di fumetti animati, inizi a romperti un po’ le palle… pensavi fosse impossibile odiare Batman, Capitan America, Hulk…
beh non è così.

I Videogames sono cambiati tantissimo rispetto al 1985, abbiamo la realtà aumentata, la grafica 3D, il joystick non serve più…

Peccato che i ragazzi di oggi anziché giocare preferiscano guardare video di altri ragazzi che giocano su una piattaforma chiamata YouTube

Pensare che una volta si litigava per chi dovesse avere Mario e chi Luigi… Ma probabilmente è giusto così, d’altronde tutto cambia e non capirai mai cosa passa nella testa di chi è più giovane di te.

Potrei continuare per ore ma penso di averti annoiato abbastanza, quindi vorrei darti il mio personale BENVENUTO nel 2015 dicendoti:

BENVENUTO NEL FUTURO… ora TORNA NEL PASSATO e goditelo finché puoi anche per me!

il tuo caro amico BOB.

Ho letto il libro e questo è il commento a The Martian (il film)

the martian
 +++ Attenzione: potrebbe contenere SPOILER +++
Meh.
 
Avendo letto il libro posso sottolineare alcune differenze che, personalmente rendono questo film non all’altezza dell’hype che l’ha preceduto:
  1. Nel film, Mark Watney non è minimamente irriverente e spiritoso come descritto nel libro. Non che sia diventato un serioso botanico su un pianeta ma senza dubbio non vi farà piegare dalle risate come è capitato a me durante la lettura del libro.
  2. Il salto temporale di 7 mesi è servito sicuramente a mantenere contenuta la durata del film (che dura 2h21 ca.) quindi l’avrei accettato di più se:2a. Nel salto temporale di 7 mesi non fossero stati tagliati aspetti, a mio parere, importanti, se non fondamentali del viaggio fisico e psicologico di Mark verso il cratere Schiaparelli: come vive il viaggio, la scelta del percorso migliore, come orientarsi, la tempesta di sabbia e, soprattutto, l’incidente all’ingresso del cratere. E quest’ultimo punto porta al punto 3.
  3. La suspense. Quasi del tutto assente in confronto al libro. Lo spettatore non si riesce a immedesimare al 100% con il protagonista come accade nel libro.
  4. Uno dei punti di forza del libro è, molto probabilmente, il modo in cui la vita di Mark Watney ci viene raccontata: come un diario di bordo. Giorno per giorno, o quasi. Ovviamente questa scelta è stata ripresa anche nel film ma, a mio parere, non è riuscita così bene come nel libro e ciò ha probabilmente contribuito a rendere il protagonista un po’ più estraneo a chi guarda il film.
  5. Tutto ciò che riguarda le modifiche del rover è del tutto assente e sarebbe stato senza dubbio molto interessante da vedere se spiegato, come nel libro, in maniera comprensibile a praticamente chiunque.
  6. Una delle cose che più mi era piaciuta del libro erano stati tutti i conti di calorie, parti di ossigeno/idrogeno e tutta l’accuratezza della scienza messa in bella mostra a dimostrare quanto fosse preparato Mark Watney. Neanche a dirlo nel film a parte un paio di calcoletti tutto ciò è del tutto assente. Ovviamente è stato fatto un taglio per via dell’eccessiva durata del film che ne sarebbe conseguita e anche perché probabilmente sarebbero potuti risultare un po’ noiosi. Peccato.
  7. Tutto il panico e il disagio degli ingegneri che erano costretti a fare i salti mortali (bendati e senza una gamba) per riuscire a trovare una soluzione si vede poco (sempre per via del tempo, probabilmente) e forse è un po’ troppo scimmiottato. Alcune scene sembrano più spezzoni di una serie tv che scene di un film.
Questo dovrebbe essere tutto quello che penso riguardo al film The Martian.
 
P.S. La scelta di cambiare lo storico doppiatore di Matt Damon (soprattutto dopo avercelo fatto sentire nel primo trailer ufficiale) è stata una scelta sbagliata e che non comprendo.
 
P.P.S. Il titolo “Sopravvissuto – The Martian” fa oggettivamente schifo. Al cinema ho sentito gente dire “Due biglietti per il marziano” e cose simili. La prima parte in italiano per il titolo (che sarebbe potuto benissimo essere “L’uomo di Marte”, come il libro) è stata probabilmente scelta per il pubblico italiota non abituato a chiedere due biglietti per un film col nome inglese (The Martian). E come se non bastasse “Sopravvissuto” spoilera parecchio il film. Non che ci fosse davvero qualcuno che pensasse che Mark Watney non si sarebbe salvato, però che cavolo…
the martian

*Nota positiva finale: Sean Bean nei panni di Mitch Henderson nella la scena in cui viene presentata la manovra Rich Purnell durante la riunione denominata “Elrond” (che si ispira al Consiglio di Elrond de Il Signore degli Anelli) e a cui viene chiesto da Annie Montrose, nel film, che cosa ne sapesse lui del consiglio di Elrond (Sean Bean, per chi non lo sapesse, faceva parte del cast de Il Signore degli Anelli e prese parte a tale consiglio). Un “cameo” decisamente stupendo.

Volksviagra

Volkswagen

Qualcuno pensa che ad aumentare l’autostima siano cose come il raggiungimento degli obiettivi, il tempo per se stessi, lo sciopping.

Tutte fesserie.

Il vero viagra dell’autostima – pure se nessuno lo ammette, tipo i millemilamiliardi di visitatori di iùporn – è vedere gli altri che cadono.

Tipo ci sta questa diciottenne che ha detto di voler vivere nel ’42 per vedere la guerra, e la rete parte a gamba tesa tipo lega quando uno straniero fa qualche reato.

Fotomontaggi, battute, sfottò, tutte tastiere brillanti che in realtà nascondono quegli stessi personaggi che non sono in grado nemmeno di prepararsi l’argomento a scelta all’università, che ci mettono quindici giorni per capire dove si firma un documento e che probabilmente senza
uichipedia non avrebbero manco saputo che nel 42 ci stava la guerra.

Ma il popolo dei sociannettuorc è fatto così. Piglia la situazione teteska, per esempio…

Hai presente quando le ragazze scoprono che la biondona del liceo tiene in realtà il reggitette imbottito e da quel momento hanno quella botta di autostima ipocrita che fa dire aspè, ma allora non sono l’unica ad avere il trucchetto.

E quindi non fanno che passarsi la notizia e parlarne, come se non ci fosse niente di più importante. come se evidenziare quel difetto cancellasse i loro.

Ecco, la biondona si chiama uolsuaghen.
vossvaghen.

Vabbè, hai capito.

La notizia della settimana è che i teteski hanno truccato i dati delle emissioni dei gas di scarico delle macchine da esportazione, e l’Italia sta eccitata come un quindicenne davanti a un porno perché è un poco come se la Germania si fosse piegata facendo vedere a tutti che sta perdendo i capelli.

(Che poi comunque non è male, se quelli che si piegano sono gli stessi che sui loro principali quotidiani scrissero a suo tempo che schettino non poteva essere che italiano).

Però voglio dire siamo il paese dei deputati indagati, degli appalti truccati, della malavita che gestisce, però facciamo finta di meravigliarci quando qualcosa succede anche altrove. Ci sentiamo tutti più
leggeri.

Un poco come quando miss italia parla, e ci fa sentire tutti quanti più intelligenti.

Ecco, magari la sua potrebbe essere una buona scusa per i dirigenti uossuaghen. Gli scarichi di oggi non ci rappresentano, volevamo vivere nel ’42.

… oddio, forse no. 

CORE DE ROMA

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‘Sta storia parla de un ragazzo romano, uno qualsiasi, come potresti essere tu, come potrei essere io.spazio ‘Sto ragazzo se chiama Alessandro, de cognome fa Florenzi, è uno tranquillo, un ragazzo semplice, ‘nse monta mai ‘a testa ed è proprio questo che ce piace tanto de lui.spazio Alessandro Florenzi potresti essere tu, potrei essere io, Alessandro Florenzi è uno come noi, ‘nce sta gnente da fa. Quer sudore che je consuma ‘a maglietta dopo ogni partita ‘o riconosci, è ‘o stesso che vedi nei campetti de periferia quando i pali so du felpe e rportiere è l’amico più scarso: dopotutto ‘a palla è mia e decido io.
spazio Alessandro Florenzi potresti essere tu, potrei essere io, e gioca naa Roma. Er sogno de tutti. Du colori che so na fede, proprio naa città der Papa e der Cuppolone, vedi mpo’. Er bello, poi, è che naa Roma gioca e se danna come se dannamo noi in periferia, come se danneremmo se giocassimo co quaa maja addosso, ‘nquoo stadio.
spazio Alessandro Florenzi potresti essere tu, potrei essere io, perché non ce frega gnente der ruolo, de corre, de spompasse, l’importante è giocà, è dare tutto fino all’ultimo, finché gnaa fai più e dici ‘a regà, nnamo a beve’.
spazio Alessandro Florenzi potresti essere tu, potrei essere io, ma poco importa perché Florenzi è uno de noi.
spazio Alessandro Florenzi è ‘nsampietrino: tosto, salta, te fa rosicà, però sta là e Roma senza sampietrini n’è ‘a stessa. E ‘nfondo e strade de oggi so piene de buche. ‘Nfondo a noi ce piacciono i sampietrini.
spazio Alessandro Florenzi è ‘nnasone, de quelli rovinati, che pare c’abbiano dumil’anni, ch’ii trovi ovunque e te sarvano ‘a vita e che dopo ‘na partita vedi come te rinfreschi.
spazio Alessandro Florenzi è ‘na via de Trastevere. Piccoletta, senza ‘e pretese de Via Condotti, te ce perdi e te ce ritrovi e poi magari te fa pure ‘nnammorà.
spazio Alessandro Florenzi è ‘rcocco de nonna. Come tutti noi. Che dopo ‘na partita too ‘mmagini facile che torna a casa, se lava ‘e mani e se mette a tavola perché ‘a carbonara de nonna ‘nse batte. Manco se sei er Barcellona dii fornelli.
spazio Alessandro Florenzi è ‘n ‘daje’ detto de core. ‘na cosa che se nun sei de Roma manco ‘a riesci a pronuncià ma che quando ‘a senti pure si vieni dall’altra parte der monno vedi come te fomenta.
spazio Alessandro Florenzi è er Core de Roma, perché è nato qua, perché ce rappresenta a noi, che de cori semo mpo’ de più de uno ma che grazie a du colori famo ‘ncasino che ‘a differenza nse nota pe’ gnente.
spazio Alessandro Florenzi potresti essere tu, potrei essere io, e nun importa si segni all’amico scarso tra du felpe o da centrocampo ar Barcellona dii fenomeni, si te batte er core pe quei du colori, e te fionni sur pallone come fosse l’ultima cosa che voi fa prima de morì  starai sempre a fa ‘a cosa giusta, quindi daje, Alessà.
spazio
bttn

Perché chiudere le discoteche ?

discoteche

Via, dirò la mia sulla chiusura delle discoteche. (anche se non frega a un pene di nessuno)
Chiudere le discoteche per droga nel 2015 è giusto un po’ una contraddizione, se chi le chiude conosce un minimo la storia di queste…
La disco nasce negli anni ’70 in America, frequentata soprattutto da persone di colore, omosessuali e “drogati” e in Nord Inghilterra, frequentata da classi operaie e classi meno abbienti che nel fine settimana andavano a strafarsi di acidi e metanfetamine.
Quindi, se la droga è il problema, perché anche farle aprire? Ora e per sempre ci sarà sempre qualcuno che si droga nelle disco, sia per la musica che perché ha una condizione sociale e mentale degradata.

Lupin III Vs. Mo Mo Moreno

Se non fosse nata la petizione No alla sigla di Moreno per Lupin III forse non mi sarei mai accorto della nuova serie di “Lupin III : L’avventura italiana” che verrà trasmessa da Mediaset (Grazie Social, ora so cosa guardare in attesa della prossima stagione di Game of Thrones).

Tralasciamo per qualche secondo la polemica perché quello che mi interessa, e che mi ECCITA come un bambino che abbraccia un dinosauro, è che questa nuova stagione arriva dopo ben 30 ANNI (non conto lo spin off): infatti Lupin, l’incorreggibile Lupin risale al 1985. Ora, molti di voi penseranno “e chi se ne frega…” ma questo ci dimostra come Lupin sia, ancora adesso, un’icona intramontabile.

La nuova serie sarà ambientata tra l’Italia e San Marino, insomma a cosa casa nostra, e forse proprio per questo il web si è scatenato dopo la proposta di Mediaset di affidare a Giorgio Vanni e a Moreno la sigla dell’anime, che hanno trasformato quel momento di goduria iniziale, che rimarrà per sempre nella nostra testa, come un indelebile ricordo con il RAP di Moreno. Personalmente non vorrei associare il Blu della giacca di Lupin (sì, ogni stagione la giacca cambia colore), il colore degli DEI, dei Social e di…andatevelo a leggere qui, con MORENO!

Nei miei ricordi ci sono tre sigle per Lupin: la prima è quella che chiamo “fisarmonica” scritta dall’Orchestra Castellina Pasi, la seconda ovviamente è l’originale e la terza è l’incorreggibile Lupin; ti prego, MORENO, non rovinarmi un bel ricordo della mia infanzia.
Insomma, se proprio vogliamo che questa sigla rappresenti gli italiani, forse Moreno non è ancora la persona giusta. Come ogni italiano che si rispetti non proporrò una mia soluzione (anche perché avrei lasciato la sigla originale japponese) ma vi lascio con la soluzione, secondo me geniale, del nostro amico BOB

Immagine anteprima YouTube

e se la pensate come BOB, firmate la petizione Gianni Morandi e Adriano Celentano per la nuova sigla di LUPIN

…effettivamente Morandi è Celentano potrebbero essere la scelta più giusta, poiché rappresentano benissimo gli italiani e hanno anche la stessa età di Lupin ^_^

La “teoria del pannolino gender”

Vorrei esporvi una veloce riflessione, probabilmente stupida (o forse no, chissà), che definirò “teoria del pannolino gender“.

Qualche anno fa fa ricordo che Lines, se ne uscì con questa trovata di marketing dei pannolini specifici per maschietti e femminucce.

Risultato: qualche mamma li comprò, molte no, l’esperimento fallì, non miseramente certo, ma non ebbe il successo sperato, e non se ne parlò più.

Anni dopo, all’era dei social, Huggies (nome diverso, stessa ditta) -vuoi perché rivisto il progetto, vuoi per un nuovo tentativo di marketing- lancia i “bimbo e bimba”: pannolini (nuovamente) specifici per maschietti e femminucce. Ma nell’era dei social, dove pure la cartaculo deve avere la propria pagina facebook con tanto di socialmidiamenegerss, la pagina di Huggies sceglie di fare engheigement, cavalcando un macabro gioco, il “Charlie challenge”.

Quello che avviene dopo è la dimostrazione della dilagante ignoranza e della frustrazione incontrollata. (e non si capisce bene perchè, visto che teoricamente creare due tipi di pannolini specifici per maschietto o femminuccia, è decisamente avverso come concetto a quello della de-sessualizzazione che viene attribuito all’inesistente ideologia gender)

Ad una idea ripugnante già di suo, si aggiunge uno stuolo di mamme inviperite, che paventa un assist alla temibile “ideologia gender”, che per chi non lo sapesse, è un fantasioso volo pindarico per il quale un bel giorno Mario Adinolfi ed altri mentecatti come lui, si sono svegliati sostenendo che è in atto un non meglio precisato complotto, di una fantomatica lobby di gay, che vorrebbero ricchionizzare l’intero pianeta Terra, facendo propaganda e convincendoci fin da piccoli che siamo tutti omosessuali.

I commenti sono oro colato.

Ora, in tutto questo, mettendo in attimo da parte il noto professore che sosteneva che internet da voce a qualunque babbeo, volevo considerare come una volta, forse eravamo meno frustrati ed incazzosi, ed invece di perdere tempo ad inveire immotivatamente contro dei pannolini, forse avremmo preferito evitare di comprarli.O forse una volta, eravamo stupidi uguale, ma lo eravamo in privato, al chiuso delle nostre quattro mura. Chissà.

Dal film “Still Alice” (monologo finale)

«Volo notturno per San Francisco: inseguire la luna attraverso l’America. Dio, quanti anni che non salivo su un aereo. Arrivati a 11.000 metri abbiamo raggiunto la tropopausa, la grande fascia di aria calma. Con l’ozono che è lì, soltanto a un passo. Sognavo di arrivarci. L’aereo ha superato la tropopausa, l’aria tranquilla, ed è giunto al bordo esterno, all’ozono sfilacciato e lacerato in brandelli consunti simili a vecchie tele di sacco. E questo era impressionante. Ma ho visto qualcosa che potevo scorgere solo io per la mia capacità di scorgere certe cose. Anime stavano salendo, dalla terra, laggiù in basso. Anime di defunti, di persone morte per la fame, per la guerra, Ie epidemie. Salivano fluttuando come paracadutisti al contrario. Con le mani sui fianchi, ruotavano e giravano. E le anime univano le mani, si agganciavano alle caviglie formando una trama, una grande rete di anime. E le anime erano molecole di tre atomi d’ossigeno, erano di ozono. II bordo esterno le assorbiva ed era riparato. Perché niente è perso per sempre. In questo mondo c’è una sorta di progredire doloroso. Desideriamo ciò che abbiamo lasciato indietro e sogniamo ciò che è avanti, o almeno credo che sia così».

Monologo finale tratto dal film “Still Alice”

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